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Memory Art

La “rassegna” della memoria 

Sono dedicati ai temi della Shoah e al Neorealismo i film che hanno costituito la rassegna dal titolo “Mai più” fulcro del progetto Memory Art. Film scelti, nella vasta gamma, di proprietà del Campo di Ferramonti di Tarsia. La filmografia, legata al tema dell’olocausto, della seconda guerra mondiale ha conosciuto una fortunata stagione di successo a livello nazionale e internazionale. Registi spesso riconosciuti per l’originalità, la spregiudicatezza, con cui hanno trattato alcuni temi. L’iniziativa ha accolto studenti, professori, cultori, turisti, avventori che hanno visitato il campo e che conoscevano la programmazione Memory Art attraverso gli inviti agli istituti scolastici, alle biblioteche, agli archivi.

Un pubblico eterogeneo, sensibile interessato a scoprire aspetti e risvolti del momento storico “buio e doloroso” spesso poco noto o trascurato. I film in rassegna, hanno trasmesso immagini di un microcosmo dove il particolare perde la sua specificità per diventare universale. Durante le proiezioni sono stati organizzati incontri con personalità della cultura e dello spettacolo per un approfondimento sulle principali tematiche affrontate. Come comune denominatore, le testimonianze dirette e indirette di chi ha vissuto quei tragici eventi della seconda guerra mondiale, l’orrore dell’Olocausto,  la fuga per la salvezza.

Senza destino Tratto dal romanzo “Essere senza destino” di Imre Kertéz, premio Nobel nel 2002 per la letteratura. Il film è diretto da quel Lajos Koltai che negli ultimi anni si è imposto come uno dei migliori direttori della fotografia. Siamo nel 1944 e la Germania ha occupato l’Ungheria. La storia raccontata è quella del quattordicenne Gyuri Koves, giovane ungherese, che vede la propria vita devastata dall’esperienza dei campi di concentramento nazisti. Ebreo, nativo di Budapest, il ragazzo prima vede il padre costretto a partire e, successivamente, egli stesso viene strappato alla propria vita ed internato nei lager: passerà anche per Auschwitz, prima di arrivare ad essere imprigionato in un campo più piccolo. Scampato al genocidio e tornato a casa, farà i conti con i ricordi. 

Gli ultimi giorni è un film documentario del 1998, diretto dal regista James Moll. Steven Spielberg è il produttore esecutivo in qualità di fondatore della sua Shoah Foundation. Il documentario dello sterminio degli ebrei ungheresi deciso da Hitler nel 1944. Le immagini di repertorio ricostruiscono l’Ungheria della prima metà del Novecento. Testimonianze di uomini e donne che furono arrestati, portati nei lager e che, sopravvissuti, andarono a vivere negli Stati Uniti. Queste persone tornano oggi in Ungheria a visitare di nuovo i luoghi di un tempo. 

L’uomo che verrà è un film del 2009 diretto da Giorgio Diritti. E’ stato distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 22 gennaio 2010. Nella versione originale il film è in dialetto bolognese con sottotitoli in italiano. Il film è stato presentato in concorso al Festival Internazionale del Film di Roma 2009, dove ha vinto il Marc’Aurelio d’Oro del pubblico al miglior film e il Gran Premio della Giuria Marc’Aurelio d’Argento. Ha ottenuto sedici candidature ai David di Donatello 2010, vincendo tre premi, fra cui quello per miglior film. Ha ottenuto sette candidature ai Nastri d’argento 2010, aggiudicandosi tre premi.

Rosenstrasse è un film di Margarethe von Trotta del 2003. E’ il nome di una strada di Berlino, dove nel 1943 centinaia di donne ariane manifestarono, protestando contro la deportazione dei loro mariti ebrei e riuscendo a farli liberare. 

I Nazisti a Roma di Mary Mirka Milo. Nell’estate del 1943 Roma vive uno dei periodi più intensi e tormentati della sua storia. Il 19 luglio la Città Eterna subisce il primo bombardamento aereo dall’inizio della guerra. 

Il pianista (The Pianist) è un film del 2002 diretto da Roman Polanski, tratto dal romanzo autobiografico omonimo di Władysław Szpilman. Il film ha vinto la Palma d’oro al Festival di Cannes nel 2002 e 3 Premi Oscar nel 2003. 

Jona che visse nella balena è un film del 1993 di Roberto Faenza, tratto dal romanzo autobiografico dello scrittore Jona Oberski intitolato “Anni d’infanzia. Un bambino nei lager incentrato sul dramma dell’Olocausto”.

La Rosa Bianca - Sophie Scholl - Die letzten Tage è un film del 2005 diretto da Marc Rothemund. Narra, in maniera aderente alla realtà dei fatti accaduti, la cattura, la breve prigionia, il processo e la condanna alla pena capitale subìti da Sophie Scholl e da suo fratello maggiore, oltre che da un loro amico, accusati di cospirazione contro il regime del Führer perché facenti parte del gruppo clandestino di opposizione denominato Rosa Bianca.

L’isola in Via degli Uccelli è un film del 1997 diretto da Søren Kragh-Jacobsen, basato sull’omonimo romanzo, parzialmente autobiografico, di Uri Orlev. Alex, ragazzo undicenne, vive nel ghetto di Varsavia in compagnia del padre che lo prepara ad ogni eventualità. Quando anch’egli e Boruch vengono catturati gli promette che qualunque cosa accada sarebbe tornato a cercarlo.

Alex riesce a fuggire ed incomincia la sua avventura per la sopravvivenza. Nel finale il padre arriva in quello che era il ghetto (Ora adibito ad appartamenti per la popolazione tedesca) e trova il figlio.

Un treno per vivere (Train de vie) è un film del 1998 diretto da Radu Mihaileanu, che tratta in maniera ironica la Shoah.

La caduta - Gli ultimi giorni di Hitler è un film di Oliver Hirschbiegel rilasciato nel 2004. La pellicola è incentrata sugli ultimi giorni di vita del Führer al comando dell’esercito tedesco. Fra le più celebri scene del film vi è quella in cui Hitler (Bruno Ganz), il 22 aprile del 1945, sbotta contro i suoi generali dopo l’arrivo di brutte notizie dal fronte.

Processo di Norimberga 1946 fu un evento che scosse profondamente la coscienza dei tedeschi. Molti sentirono per la prima volta da una fonte ufficiale i racconti delle terribili crudeltà che erano state commesse in nome della Germania e della cosiddetta “razza ariana”. Nei 20 anni dopo la guerra molti tedeschi volevano solo una cosa: dimenticare. 

Vincitori e vinti (Judgment at Nuremberg) è un film del 1961 diretto e prodotto da Stanley Kramer. La pellicola tratta del terzo processo di Norimberga. Norimberga 1948. Un tribunale americano giudica quattro magistrati tedeschi accusati di aver applicato leggi palesemente inique, di avere consentito pratiche di sterilizzazione e di avere contribuito alla strage del popolo ebreo.

Il servo ungherese è un film del 2004 diretto da Giorgio Molteni e Massimo Piesco. 

August Dailermann, maggiore delle SS, viene mandato a dirigere una ‘misteriosa’ fabbrica del Reich. Insieme alla moglie Franziska si trasferisce a Teufelwald, un posto uggioso e isolato, dove sorge quello che, a insaputa della signora Dailermann, è un campo di sterminio per gli ebrei. La lussuosa residenza ha bisogno di personale di servizio, così arriva in casa Miklòs, un deportato ungherese molto colto, che viene impiegato come domestico. L’uomo risveglia in Franziska l’interesse per le arti e la letteratura e quando lei decide di farsi fare un ritratto, Miklòs, consapevole che potrebbe salvare alcune vite, le consiglia di farsi ritrarre contemporaneamente da sette pittori, scelti tra quelli che la donna pensa siano gli impiegati della fabbrica. Nel frattempo, anche August decide di attingere tra i deportati per formare un’orchestra che possa suonare la musica che lui preferisce. Tutto bene finché Franziska non scopre il vero impiego della fabbrica e August, che ormai ha dei seri ripensamenti sul suo ruolo di ‘sterminatore’, viene rimpiazzato dal suo giovane attendente, lo spietato Tenente Tross...

La chiave di Sara (Elle s’appelait Sarah) è un film del 2010 diretto da Gilles Paquet-Brenner. Tratto dall’omonimo romanzo di Tatiana de Rosnay e interpretato anche dalla “bimba-prodigio” Mélusine Mayance, affronta un episodio poco noto della Shoah durante l’occupazione nazista di Parigi: il rastrellamento del Velodromo d’Inverno. Julia Jarmond è una giornalista americana che vive in Francia e sta conducendo un’indagine sul doloroso episodio del Vel d’Hiv: il rasterellamendo del velodromo d’inverno di Parigi avvenuto il 16 luglio 1942. Durante la sua ricerca ha modo di conoscere Sara, una ragazza che aveva 10 anni al tempo del triste episodio: due destini, 60 anni di distanza, si intrecciano per rivelare un segreto che forse cambierà per sempre la vita di Julia e la sua famiglia. 

AUSCHWITZ 2006. Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, e la Comunità Ebraica hanno organizzato per 250 studenti liceali romani una visita al campo di sterminio di Auschwitz. Un viaggio della memoria perché i giovani imparino a non dimenticare. Nel più grande campo di sterminio in cui i nazisti cercarono di portare a termine la loro programmatica eliminazione degli ebrei, i ragazzi romani arrivano accompagnati dalla macchina da presa di Saverio Costanzo e da pochi italiani sopravvissuti ai campi di sterminio, pronti a raccontare la persecuzione, le torture, l’annullamento di cui sono stati oggetto. Le immagini si alternano a quelle di repertorio tratte da filmati dell’Istituto Luce, rendendo sempre più evidente il fatto che l’Olocausto non appartiene soltanto al nostro passato.

(Schindler’s List) è un film del 1993 diretto da Steven Spielberg, dedicato al tema della Shoah. Ispirata al romanzo “La lista di Schindler” di Thomas Keneally e basata sulla vera storia di Oskar Schindler, la pellicola permise a Spielberg di raggiungere la definitiva consacrazione tra i grandi registi, ricevendo ben 12 nomination agli Oscar e vincendo 7 statuette, tra cui quelle per il miglior film e la miglior regia. È considerato unanimemente uno dei migliori film della storia del cinema.

 

 

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